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Fonte ARPA Piemonte, Quaderno n.19, 2004, Evento alluvionale 4-6 giugno 2002.
Scarica il Quaderno n.19, 2004, Evento alluvionale 4-6 giugno 2002
Il territorio biellese, a causa delle sue caratteristiche orografiche e idrografiche, viene interessato ciclicamente da dissesti idrogeologici, che si manifestano in occasione di eventi pluviometrici di una certa intensità. Spesso le celle temporalesche si localizzano su un unico bacino, altre volte vengono coinvolte intere valli. Il rischio è sempre elevato a causa della forte concentrazione di zone urbanizzate, situate in prossimità dei corsi d’acqua, come è avvenuto nel 1968.
Nel giugno 2002 il Biellese è stato colpito da un grave evento idrometeorologico che ha causato danni diffusi sul territorio ed in particolare in Valle Cervo.
Inquadramento meteorologico dell’evento 2002
Nei giorni del 4-5 Giugno 2002 precipitazioni di notevole intensità colpirono il Piemonte nei settori nordorientali, interessando le zone alpine e prealpine delle province di Torino (Val Soana e Val Chiusella), Biella, Vercelli e Verbania.
Nel territorio biellese l’evento meteorico ha interessato prevalentemente il settore occidentale, coinvolgendo maggiormente gli alti bacini idrografici dei torrenti Viona, Ingagna, Elvo, Oremo, Cervo e Sessera.
Le prime piogge, di debole intensità, si sono avute a partire dal primo pomeriggio di Martedì 4 giugno nelle zone montane a carattere diffuso; nel corso della notte tra Martedì 4 e Mercoledì 5, e nella mattinata di Mercoledì le precipitazioni si sono intensificate sui settori settentrionali.

Nel pomeriggio di Mercoledì 5 giugno verso ore 15 locali, si è formata un’imponente cella temporalesca sul Biellese settentrionale che si è poi estesa nel corso del pomeriggio sino alle 17, quando ha raggiunto il massimo sviluppo. Le precipitazioni più intense si sono registrate in corrispondenza dell’interazione della cella temporalesca con l’orografia.
Le piogge intense hanno cumulato in 24 ore da 300 a 400 mm di altezza; in particolare 395 mm a Trivero, 340 mm a Piedicavallo e 300 mm ad Oropa.
Analisi idrologica nel bacino del Torrente Cervo
Il bacino idrografico maggiormente colpito dalle piogge intense del 5 giugno è stato quello del Torrente Cervo.
Come mostrato nel rapporto sull’evento meteorologico redatto dalla Direzione Regionale e Servizi Tecnici di Prevenzione, l’andamento del fenomeno di piena […] è caratterizzato da due fasi distinte: una prima risalita dovuta alle piogge moderate del mattino di Mercoledì 5 che hanno causato un primo significativo rialzo dei livelli di tutti i suoi affluenti; successivamente nella fase d’esaurimento di questa prima onda di piena, le piogge di eccezionale intensità, che hanno colpito il bacino dal pomeriggio del 5, hanno causato una seconda onda di piena caratterizzata da una rapida e notevole risalita.
Gli scrosci di fortissima intensità, con punte di 100 mm/ora, sconvolsero totalmente i versanti e la rete idrografica.
L’evento in Valle Cervo
[…] Le piogge del 5 giugno hanno innescato, nelle parti alte dei versanti, numerose frane a carico delle coltri detritico-eluviali e di alterazione superficiale della roccia, che, date le condizioni di asprezza del rilievo, hanno determinato un forte apporto di materiali solidi lungo incisioni e rii minori, già carichi di acqua. L’energia trasferita dai movimenti franosi ha causato talora il completo svuotamento delle aste torrentizie ed il successivo scaricamento a valle di ingenti quantità di materiali detritico-sabbioso-fangosi frammisti ad alberi (debris-flow). Caratteristica riscontrabile su quasi tutti gli alvei dei tributari laterali dopo l’evento è la messa a nudo del substrato roccioso, ripulito completamente dal detrito e dalla vegetazione con il ripristino di un’ampia sezione di deflusso.
Queste fenomenologie hanno determinato gravissimi ed ingenti danni soprattutto in Alta Valle Cervo nei comuni di Quittengo, Campiglia, S. Paolo Cervo e subordinatamente, Rosazza e Piedicavallo. I danni maggiori hanno interessato numerose opere pubbliche primarie (viabilità, ponti, acquedotti, fognature, rete elettrica e telefonica) interrompendo tutte le forme di comunicazione e isolando tutta l’alta valle.
Danni gravissimi sono stati subiti anche dai privati con la distruzione di numerose case, fortunatamente senza la perdita di vite umane, e il danneggiamento di pertinenze e dei beni annessi. Nel solo comune di Quittengo sono stati registrati venti sfollati.
Tutte queste fenomenologie d’instabilità, attivatesi sui versanti e lungo la rete idrografica minore, si sono poi trasferite a valle lungo l’asta principale del Torrente Cervo e, sottoforma di violente pulsazioni di piena, hanno causato intensi processi erosivo-deposizionali talora con fenomeni d’allagamento e soprattutto alluvionamento delle aree limitrofe. La maggior parte dei danni si sono verificati verso le ore 16.30 ora locale.
In Bassa Valle Cervo si sono riscontrati molti danni alla viabilità, ai ponti e ad alcuni edifici.
Nel comune di Sagliano Micca, alla confluenza con il rio Luchiama, il Torrente Cervo ha asportato la passerella e un tratto della strada d’accesso alla centrale idroelettrica; ha inoltre eroso alcune difese spondali e invaso con acqua, alberi e detriti la stessa centrale.
Ad Andorno Micca una colata di fango, ha invaso un edificio industriale e si è riversata nell’abitato arrivando fino alle abitazioni sottostanti; altre frane hanno provocato danni ad edifici anche in fraz. Golzio e nei pressi di cascina Vercelloni.
A Tollegno alcune frane si sono attivate presso le frazioni di Case Code, Ciarli, Caramelletto e Cascine Bianche. Alcune frazioni di Pralungo sono rimaste isolate a causa di lesioni a ponti e strade. Un grave danno è stato subito dal cimitero di Miagliano, dove la piena del rio delle Masche ha provocato il cedimento della scarpata e il crollo di alcune cappelle.
A Biella, poco a valle della confluenza con il Torrente Oropa le acque di piena hanno asportato parte del terreno adibito a parco pubblico con deposizione di alcuni grossi tronchi d’albero; la passerella di pietra costruita a collegamento delle fabbriche agli inizi del 1800 è stata completamente asportata e danneggiati alcuni fabbricati industriali e le relative opere di difesa.
Più a valle la località Chiavazza è stata interessata da diffusi allagamenti con deposizione di materiale; in quest’area l’acqua ha raggiunto altezze di circa 50-80 cm. Tali allagamenti sono da imputarsi principalmente all’esondazione di rii secondari.